Il Festival Mozart 2004

Gli amori d’Apollo e di Dafne. Produzione di Pier Luigi Pizzi. Festival Mozart 2004

Il Festival Mozart si svolge a La Coruña nei mesi di maggio e giugno e si articola in più sezioni, ciascuna delle quali sviluppa un tema definito. Il Festival incentra la sua specificità sulla vocalità, giacché il filone principale è dedicato al repertorio operistico compreso fra il barocco secentesco e il protoromanticismo del primo Ottocento, insistendo in particolare nell’esplorazione dell’onnivoro universo mozartiano. La scelta induce a quel linguaggio vocale idealizzante e artificioso che si suole definire Belcanto,  un linguaggio che per diventare espressivo e significante deve stupire con infinita varietà di coloriti e di prodezze tecniche, in equilibrio fra la passionalità dell’istinto e la razionalità del virtuosismo acrobatico.

Il Palazzo dell’Opera ospiterà gli allestimenti di maggior impegno, quest’anno orientati dal tema “El juego del amor” appartenenti al genere giocoso: L’elisir d’amore, di Gaetano Donizetti, che esplora con sorridente ironia il difficile rapporto fra una donna evoluta e benestante e un amante complessato; La donna del lago, di Gioachino Rossini, dove l’inquietante protagonista, prodromo di Melisande, Manon, Carmen, semina passione e morte con innocente perversione; La finta giardiniera, di Wolfgang Amadeus Mozart, briosa commedia che avvia l’opera buffa verso i traguardi “semiseri” della trilogia dapontiana.

Al teatro Rosalia, sotto il lemma “El amanecer del genio”, verranno allestite tre opere prime di Cavalli, Mozart e Rossini. Di Francesco Cavalli: Gli amori d’Apollo e di Dafne, capolavoro dal respiro monteverdiano costruito su uno splendido libretto di Giovanni Francesco Busenello, il librettista dell’Incoronazione di Poppea; di Mozart: Die Schuldigkeit des ersten Gebots, un dramma morale composto quando ancor non aveva compiuto dieci anni, con arie di inusitata dimensione e una scrittura vocale di alta virtuosità; di Rossini: La cambiale di matrimonio, una farsa rapida e intelligente che già mostra con infallibile esattezza i tratti costitutivi del suo credo d’artista.

All’attività lirica si affianca una serie di concerti solistici e con orchestra dedicati quest’anno a Il Virtuosismo strumentale:  Studi, Capricci, Concerti, composti per costruire una tecnica  eccelsa, dimostreranno che il virtuosismo dei grandi non è sinonimo di fredda esibizione funambolica e non castiga emozione e poesia.

I concerti vocali, in passato orientati verso il repertorio operistico e quello liederistico d’oltralpe, sono dedicati a una produzione vocale da camera eclettica, con accompagnamento di pianoforte ma anche di  formazioni strumentali cameristiche, organizzata in panoramiche nazionali, quest’anno di Spagna, Italia, Francia e Polonia, con privilegiata attenzione al repertorio del Novecento.

Alla musica moderna viene dedicato uno spazio importante: oltre a quella presentata nei concerti vocali e strumentali, l’integrale dei quartetti di Bela Bartok conferma la vocazione del Festival a tenere vivo l’essenziale rapporto con l’attualitá.

Completano il programma concerti sinfonici e da camera nei quali si incontrano titoli ciclici, come i Concerti Grossi di Haendel e Corelli, pietre miliari del moderno sinfonismo, che verranno ripresi e sviluppati anche nei prossimi anni. Una citazione a parte merita la chicca della Missa Solemnis di Ludwig Van Beethoven, che con la sua enigmatica grandezza sempre crea evento.

   Alberto Zedda